EDITORIALE RENTRI

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Cronaca di una partenza in salita: tra blocchi tecnici e la corsa ai ripari del Governo.

A pochi giorni dal debutto del 13 febbraio, il passaggio alla tracciabilità digitale dei rifiuti si è trasformato in un banco di prova durissimo per il sistema Paese. Non si tratta più solo di un disservizio tecnico, ma di un nodo politico e sindacale che sta ridisegnando le scadenze del settore. In questo editoriale analizziamo il ripristino dei servizi previsto per il 18 febbraio, l’ombra di una proroga di sei mesi e le tensioni crescenti sulla gestione della privacy per gli autisti. Un’analisi per capire dove sta andando il RENTRI e come devono muoversi le imprese in questa fase di incertezza.


Il “Venerdì Nero” e il ripristino del 18 febbraio

Il debutto del XFIR (formulario digitale) lo scorso 13 febbraio è stato segnato da un immediato blocco del sistema. Alle 09:00 del mattino, il portale RENTRI è andato in tilt, costringendo l’Albo Nazionale Gestori Ambientali a richiamare le procedure di emergenza.

Oggi, con un nuovo avviso, viene comunicato il ripristino parziale. Dalle ore 00:00 del 18 febbraio 2026, tornano operative le modalità ordinarie per:

  • Iscrizione e versamento del contributo;
  • Vidimazione digitale di FIR e registri;
  • Tenuta dei registri di carico e scarico.

Attenzione: Da domani decade la possibilità di usare le modalità di sicurezza per questi servizi (D.D. 319/2025), fatta eccezione per la gestione del FIR digitale (D.D. 25/2026) che rimane in deroga fino a nuovo avviso.


L’ancora di salvataggio: Proroga di 6 mesi al Milleproroghe

Mentre il sistema tecnico prova a rialzarsi, la politica si muove per evitare il collasso delle imprese. Un emendamento al Decreto Milleproroghe (a firma Lega) propone uno slittamento dell’obbligo del formulario digitale di altri sei mesi, portando la nuova scadenza al 13 agosto 2026.

L’obiettivo è concedere un periodo di “doppio regime” (cartaceo e digitale) senza lo spauracchio delle sanzioni. Il testo dovrebbe essere approvato alla Camera entro giovedì 19 febbraio per poi diventare legge, verosimilmente, dal 1° marzo.

Il conflitto sociale: Smartphone e Privacy

A complicare il quadro non è solo la tecnologia, ma il fattore umano. È esploso il caso dell’App RENTRI: molte aziende hanno chiesto agli autisti di installarla sui propri telefoni personali, scatenando proteste sindacali legate alla privacy e alla responsabilità dei dati. Mentre alcune realtà stanno correndo ai ripari acquistando tablet dedicati per i mezzi, altre sono in pieno stallo operativo. Anche questo nodo critico spinge verso la necessità della proroga estiva.
In conclusione

In conclusione


Il RENTRI è partito, ma zoppicando. Sebbene i servizi principali tornino attivi dal 18 febbraio, l’incertezza normativa regna sovrana fino all’approvazione del Milleproroghe. Per le aziende, questo è il momento di consolidare le procedure interne e risolvere le dispute sindacali sui dispositivi, approfittando della finestra temporale che il Governo sta per aprire.

Cosa fare ora?

In attesa che la proroga diventi legge (attesa per il 1° marzo), la gestione dei FIR digitali secondo le modalità previste dall’art. 7, comma 8 del DM 59/2023 rimane comunque un’opzione valida e vigente.

Il consiglio per le imprese è di monitorare costantemente il portale ufficiale e approfittare di questa eventuale “finestra” di 6 mesi per formare il personale e risolvere le criticità legate ai dispositivi mobili prima che le sanzioni diventino operative.



Noi siamo al fianco delle imprese per offrire la consulenza necessaria a gestire correttamente l’iscrizione, la vidimazione digitale e l’implementazione del nuovo XFIR, garantendo la conformità della vostra azienda in ogni fase del percorso.

Contattaci per una consulenza dedicata e affronta il passaggio al RENTRI con sicurezza.

#RENTRI #AlboGestoriAmbientali

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